Le aziende familiari rappresentano, secondo le stime Confindustria e Banca d'Italia, oltre il 65% del tessuto produttivo italiano e una quota analoga del PIL. Sono il nucleo del medium-market manifatturiero, del lusso, dell'agroalimentare, del retail evoluto. Eppure, secondo le indagini consolidate dell'AIDAF (Italian Association of Family Companies), meno del 30% delle imprese familiari arriva alla seconda generazione integra, e solo il 13% raggiunge la terza. La causa più ricorrente non è il mercato: è la mancata preparazione del passaggio.
Nei prossimi dieci anni il 60% degli imprenditori della generazione baby-boomer cesserà il proprio ruolo operativo. Una parte significativa di quelle aziende verrà ceduta a fondi o competitor. Una parte minore — quella delle famiglie che vogliono restare nel capitale e nel governo dell'impresa — affronterà il passaggio ai figli o ai nipoti. Servono governance familiari chiare, patti di famiglia ben costruiti, holding di partecipazione coerenti, un percorso di formazione e affiancamento per la next-gen.
La risposta tradizionale — un consulente che redige il patto, un commercialista che imposta la holding, un coach che lavora con i figli — spesso non basta. Serve una figura unica, un Family Officer di esperienza che tenga insieme le quattro dimensioni: patrimoniale, societaria, manageriale e relazionale. Il verticale Passaggio Generazionale di Strategic Network curerà una rete di ex-CEO di gruppi familiari, advisor di governance e mediatori esperti, disponibili a impegni di 18-36 mesi.